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    Gli italiani e lo sport
    17-03-2020

    Gli italiani e lo sport

    Da che mondo e mondo, lo sport è una parte importantissima della vita umana; alcuni amano praticarlo, altri adorano guardarlo regolarmente in tv. Per tanti, una squadra da tifare diventa simile ad una fede, provocando una potente appartenenza.

    Lo sport ha d’altronde origini antichissime. Si pensa che già in epoca preistorica gli uomini si impegnassero in gare rudimentali (ma non per questo meno competitive!) di corsa, salto, lancio e lotta. Ci sono testimonianze certe che attestano come in Cina l’attività sportiva ricreativa ed agonistica fosse praticata fin dal 4000 a.c. Tutti conoscono la passione degli antichi greci per lo sport – proprio a loro dobbiamo l’invenzione delle Olimpiadi -, una passione che trasmisero in toto ai romani. I giochi con la palla, almeno quelli occidentali, vantano i propri natali nel medioevo: se la cavalleria ed i tornei erano appannaggio dei nobili, la palla conquistò ben presto i favori dei ceti popolari.

    Oggi come oggi, lo sport fa parte della nostra quotidianità, entra nelle nostre case sotto forma di esercizio e di spettacolo.

    Sono indubbi e a tutti noti i benefici che l’attività sportiva ha sul corpo umano: diminuzione drastica del rischio cardiovascolare, effetto preventivo o palliativo di molte patologie degenerative, riduzione della probabilità di sviluppare un cancro (ovviamente in correlazione con un sano stile di vita). Meno conosciuti sono gli effetti positivi che dimostra sulla mente: lo sport non agonistico si è rivelato un “farmaco” eccezionale contro la depressione e contro l’ansia; aiuta a gestire il panico e sostiene la persona durante un periodo di guarigione.

    Un campo in cui lo sport costituisce una risorsa imprescindibile è quello pedagogico: l’attività fisica trasmette valori basilari per la crescita di un individuo socialmente sano; aiuta a gestire la rabbia, a combattere l’eccessiva timidezza, favorisce l’integrazione, insegna il valore didattico della sconfitta e l’importanza della solidarietà.

    Fare sport non è più difficile come un tempo: più che andiamo avanti con gli anni, più che si amplia “il menù” delle discipline disponibili e diventa facile gestire i propri allenamenti. Mai come oggi, scegliere uno sport è questione di divertimento, non più di sacrificio e fatica: se non sei un elemento dotato o appassionato troverai ugualmente qualcosa che fa per te, che solletica la tua curiosità e ti motiva a proseguire.

    Oramai, per merito di internet e dei tutorial, si può svolgere attività fisica anche in casa! Serve solo un tappetino: sono moltissimi i video che insegnano sequenze a corpo libero – anche molto impegnative – ed altrettanti sono i filmati in cui si costruiscono allenamenti sfruttando l’arredamento di casa (sedie, tavoli, bottiglie d’acqua).

    Anche acquistare l’attrezzatura, grazie alla rete e alla diffusione di grandi catene specializzate, è diventato veloce ed economico. Nei negozi puoi comperare davvero di tutto: pesi, elastici, racchette da tennis, scarpette da ballo e da arrampicata sportiva, kettlebell, cyclette, bicilette, pattini, palloni, pinne, sci, costumi da piscina, ecc. Esistono portali e siti di e-commerce interamente dedicati allo sport o all’abbigliamento sportivo, come Scontosport, la cui missione è proporre marchi d’eccellenza a prezzi vantaggiosissimi (se ti interessa, vieni a leggere qualche recensione di Scontosport!).

    Ma quali sono le percentuali dello sport in Italia? Facciamo una dovuta premessa: per quanto la situazione dello sport italiano vada via via migliorando, la “sportività” degli abitanti del Bel Paese è sempre bassa se paragonata a quella dimostrata dai cittadini di altre nazioni europee (specialmente quelle nordiche). In Italia è attorno al 38,1% la percentuale di uomini e donne che non si muovono affatto (i sedentari o inattivi totali). Per leggere questo dato in maniera corretta dobbiamo sì tenere conto della grande percentuale di anziani nel nostro paese, ma è comunque un numero elevato, specie se conteggiamo assieme ad esso quello degli inattivi parziali, ovvero coloro che fanno unicamente qualche blanda attività fisica (andare a lavoro in biciletta o a piedi, passeggiare al mare il sabato pomeriggio, ecc). Gli inattivi parziali sono il 27,4% : ben il 65,5% degli italiani non si dedica all’attività sportiva regolarmente.

    Il rilevamento Istat 2017 parla però di un buon 33,9% di cittadini che praticano uno o più sport: il 24,8% con regolarità, il 9,1% in modo più saltuario. Rispetto all’anno precedente gli inattivi totali sono calati dell’1,1%; una bella notizia.

    Gli uomini, in proporzione, praticano più sport delle donne, benché la crescita dello sport femminile sia attualmente maggiore rispetto a quella dello sport maschile. L’età in cui il numero dei cittadini coinvolti in qualche tipo di ginnastica tocca il picco più alto è quella infantile/adolescenziale. Rispetto agli anni precedenti, la pratica giovanile dello sport è però scesa dell’1% fra i ragazzini dagli 11 ai 14 anni e del 3,9% nella fascia 15-19. Questi ribassi non inaugurano una tendenza, ma sono comunque sintomatici di un minor interesse da parte dei giovani – specialmente gli adolescenti – nei confronti del movimento e della socialità fisica.

    Uno squilibrio sostanziale ed evidente si ha fra nord e sud Italia. I praticanti nel nord raggiungono il 41,6%, contro il 26,3% del sud. Questo dato dipende in gran parte dalla distribuzione del benessere economico nella Penisola e dalla disponibilità di impianti adeguati: è stato dimostrato, infatti, che ricchezza e sportività vanno di pari passo, così come – piuttosto prevedibilmente – sportività e presenza di strutture specifiche.

    Altrettanto importanti le differenze rispetto al livello di istruzione: pratica sport il 51,4% dei laureati, il 36,8% dei diplomati superiori, il 21,2% di chi ha un diploma di scuola media e il 7,3% di chi ha la licenza elementare o è privo di titoli di studio.

    Lo sport più diffuso fra i più piccoli è il nuoto (43,1%), il calcio primeggia tra gli under 35 (33,6%), mentre ginnastica, fitness e cultura fisica sono preferiti dagli adulti fino a 59 anni e sopra i 60 anni (27,4%). Il dato sul fitness e sulla pesistica è tuttavia solo parzialmente attendibile, poiché - specie negli ultimi anni - sono moltissimi i giovani che si stanno dedicando al body building o ad altre discipline di potenziamento, atte soprattutto a ottenere eccellenti risultati estetici.

    Se ti interessa approfondire, ti consigliamo di consultare il rapporto Istat “I numeri dello sport”.

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